mercoledì 15 dicembre 2010
venerdì 10 dicembre 2010
BREVE STORIA DELL'ABUSO EDILIZIO
Nel 1985, pochi mesi prima dell’approvazione della famosa legge Galasso sulla tutela del paesaggio italiano, il Parlamento approva la prima legge di condono edilizio proposta da uno degli ultimi governi di centrosinistra. Si disse che sarebbe stato il primo e l’ultimo. Dopo nove anni, nel 1994, il primo governo Berlusconi porta in approvazione il secondo condono edilizio. Anche allora si disse che sarebbe stato l’ultimo. Nel 2003 un altro condono proposto dalla stessa maggioranza. Finora sono tre le leggi di condono edilizio approvate dal Parlamento, e per quanto possa sembrare strano non è stato fornito all’opinione pubblica nessun rendiconto su quante domande siano state presentate, quanti edifici siano stati condonati, quanti ettari di terreno agricolo siano stati divorati dalle costruzioni, quale sia il bilancio economico delle tre leggi. Siamo un paese in cui lo Stato non ha la forza e l’autorità per far rispettare le leggi, a partire dai piani urbanistici, e cioè le regole che disegnano il futuro delle città. E la china rovinosa dell’Italia pare non arrestarsi: sembra che la cultura dell’abusivismo stia permeando le amministrazioni pubbliche. Dal primitivo abusivismo di «necessità», quello cioè di un paese povero che faticava a diventare moderno, siamo infatti passati all’iniziativa dello Stato stesso per cancellare ogni regola. Nel 2009 il governo Berlusconi annuncia il «piano casa» con cui si possono aumentare i volumi degli edifici a prescindere da qualsiasi regola urbanistica. Nello stesso periodo, per la preparazione Dei mondiali di nuoto e delG8 alla Maddalena, si sperimenta il modello di deroga persino rispetto alle regole paesaggistiche e di tutela dei corsi d’acqua. Fenomeni di questo tipo sono impensabili e sconosciuti in tutti gli altri paesi europei. Ed è urgente chiedersi quale sia il male oscuro che non permette all’Italia di divenire un paese in cui le regole sono rispettate.
lunedì 8 novembre 2010
IL NOSTRO MESTIERE DI ARCHITETTI IN ITALIA
lunedì 1 novembre 2010
giovedì 27 maggio 2010
IL PESANTE DEFICIT DELLA CAMPANIA
ROMA (26 maggio) - "Il Senato con 135 voti a favore e 112 voti contrari e un astenuto approva il decreto legge che sospende temporaneamente le demolizioni in Campania di case destinate a prime abitazioni che sono abusive. Il provvedimento ora passa all'esame della Camera. Votano a favore Pdl e Lega contro Pd, Idv e Udc - Svp. Vota sì in dissenso dal suo gruppo il senatore campano dell'Idv Aniello Di Nardo. Il decreto, che è composto da un solo articolo, sospende le demolizioni richieste dall'autorità giudiziaria in attesa di una ricognizione della situazione. Le demolizioni sono sospese fino al 30 giugno 2011 e riguardano «soggetti considerati sforniti di altre abitazioni» e concerne abusi realizzati entro il 31 marzo 2003. Non vengono, però, sospese le demolizioni concernenti edifici ritenuti pericolosi o per i quali sia stata accertata la violazione dei vincoli paesaggistici. In questo caso, un emendamento del relatore Franco Orsi (Pdl), approvato dall' Aula, stabilisce che si proceda alla demolizione dopo il 31 dicembre 2010. Il decreto riguarda, in sostanza, circa 600 casi che coinvolgono altrettante famiglie ed è stato messo a punto per «non aggravare il già pesante deficit abitativo della Campania» come è scritto nella relazione che accompagna il provvedimento."
Il deficit della Campania non è abitativo: la nostra regione deficita di veri amministratori; siamo seppelliti da case abbandonate e edifici non finiti... Ma quale deficit!
Il deficit della Campania non è abitativo: la nostra regione deficita di veri amministratori; siamo seppelliti da case abbandonate e edifici non finiti... Ma quale deficit!
venerdì 12 marzo 2010
SCIACALLAGGIO ELETTORALE...
Da IL MATTINO di oggi, pillole di saggezza:
Abusivismo: PD e PDL chiedano lo stop alle ruspe (di Gerardo Ausiello)
«Invito i candidati presidenti di Pdl e Pd a compiere un passo politico per chiedere alla Procura il rinvio di un anno dell’esecuzione delle ordinanze di demolizione». L’ex europarlamentare Paolo Cirino Pomicino irrompe in campagna elettorale e lancia un appello a Caldoro e De Luca. A cosa servirebbe la proroga? «Consentirebbe di dare alla nuova Regione il tempo necessario per trovare le soluzioni equilibrate al problema dell’abusivismo edilizio». Come giudica l’intervento della magistratura? «La Procura ha assunto un’iniziativa di contrasto reale del fenomeno, che però oggi per la sua dimensione è diventato un problema politico. Per questo motivo non può essere affidato esclusivamente alla giusta azione repressiva dei magistrati». Di chi è la colpa di tutto ciò? «Esistono responsabilità politiche dei sindaci e delle aziende di acqua, gas ed energia elettrica che, al momento dell’allacciamento delle utenze, avrebbero dovuto richiedere il certificato di conformità urbanistica. La stessa magistratura inquirente per troppi anni ha lasciato fare. Anch’io sono pronto a prendermi una piccola parte di colpe essendo stato a lungo un uomo di governo». Oggi come si risolve il problema? «Bisogna evitare “condonismi” e giustizialismi e ricercare punti di equilibrio tra le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica e quelle delle famiglie. Soluzioni difficili ma non impossibili. Come faranno le persone lasciate senza casa se si interviene con le ruspe a Giugliano, Ischia, Pianura? Qualunque ipotesi si proponesse oggi, tuttavia, verrebbe catturata dalla demagogia del clima elettorale». Da qui la sua proposta. «Rinviare le demolizioni significa mettere sulle spalle della politica l’onere di individuare, entro dodici mesi, una via d’uscita. Altrimenti i sindaci, nonostante le ordinanze, potrebbero decidere di acquisire al patrimonio pubblico tutti gli edifici non demoliti dopo novanta giorni». Questo escamotage è possibile? «Alcune sentenze della Cassazione vanno in questa direzione. E allora dinanzi a pastrocchi di questo tipo sarebbe saggia e intelligente un’iniziativa politica bipartisan legata a motivi di ordine pubblico oltre che di equità sociale». Perché quest’appello? «Io vivo a Roma, però sono stato un politico di questa città, in cui ritorno in queste occasioni per fornire un sostegno elettorale ad alcuni amici. Mi sono accorto del problema e sto cercando di fare la mia parte. Di fronte a questioni del genere la politica non può girarsi dall’altro lato ma deve riassumere il suo primato. D’altro canto è proprio questa la crisi più profonda e cioè lo sfarinamento della classe dirigente e la scomparsa dei partiti. Se poi qualcuno ha un’idea diversa e migliore io non mi offendo mica...»
Abusivismo: PD e PDL chiedano lo stop alle ruspe (di Gerardo Ausiello)
«Invito i candidati presidenti di Pdl e Pd a compiere un passo politico per chiedere alla Procura il rinvio di un anno dell’esecuzione delle ordinanze di demolizione». L’ex europarlamentare Paolo Cirino Pomicino irrompe in campagna elettorale e lancia un appello a Caldoro e De Luca. A cosa servirebbe la proroga? «Consentirebbe di dare alla nuova Regione il tempo necessario per trovare le soluzioni equilibrate al problema dell’abusivismo edilizio». Come giudica l’intervento della magistratura? «La Procura ha assunto un’iniziativa di contrasto reale del fenomeno, che però oggi per la sua dimensione è diventato un problema politico. Per questo motivo non può essere affidato esclusivamente alla giusta azione repressiva dei magistrati». Di chi è la colpa di tutto ciò? «Esistono responsabilità politiche dei sindaci e delle aziende di acqua, gas ed energia elettrica che, al momento dell’allacciamento delle utenze, avrebbero dovuto richiedere il certificato di conformità urbanistica. La stessa magistratura inquirente per troppi anni ha lasciato fare. Anch’io sono pronto a prendermi una piccola parte di colpe essendo stato a lungo un uomo di governo». Oggi come si risolve il problema? «Bisogna evitare “condonismi” e giustizialismi e ricercare punti di equilibrio tra le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica e quelle delle famiglie. Soluzioni difficili ma non impossibili. Come faranno le persone lasciate senza casa se si interviene con le ruspe a Giugliano, Ischia, Pianura? Qualunque ipotesi si proponesse oggi, tuttavia, verrebbe catturata dalla demagogia del clima elettorale». Da qui la sua proposta. «Rinviare le demolizioni significa mettere sulle spalle della politica l’onere di individuare, entro dodici mesi, una via d’uscita. Altrimenti i sindaci, nonostante le ordinanze, potrebbero decidere di acquisire al patrimonio pubblico tutti gli edifici non demoliti dopo novanta giorni». Questo escamotage è possibile? «Alcune sentenze della Cassazione vanno in questa direzione. E allora dinanzi a pastrocchi di questo tipo sarebbe saggia e intelligente un’iniziativa politica bipartisan legata a motivi di ordine pubblico oltre che di equità sociale». Perché quest’appello? «Io vivo a Roma, però sono stato un politico di questa città, in cui ritorno in queste occasioni per fornire un sostegno elettorale ad alcuni amici. Mi sono accorto del problema e sto cercando di fare la mia parte. Di fronte a questioni del genere la politica non può girarsi dall’altro lato ma deve riassumere il suo primato. D’altro canto è proprio questa la crisi più profonda e cioè lo sfarinamento della classe dirigente e la scomparsa dei partiti. Se poi qualcuno ha un’idea diversa e migliore io non mi offendo mica...»
giovedì 4 febbraio 2010
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