venerdì 12 marzo 2010
SCIACALLAGGIO ELETTORALE...
Da IL MATTINO di oggi, pillole di saggezza:
Abusivismo: PD e PDL chiedano lo stop alle ruspe (di Gerardo Ausiello)
«Invito i candidati presidenti di Pdl e Pd a compiere un passo politico per chiedere alla Procura il rinvio di un anno dell’esecuzione delle ordinanze di demolizione». L’ex europarlamentare Paolo Cirino Pomicino irrompe in campagna elettorale e lancia un appello a Caldoro e De Luca. A cosa servirebbe la proroga? «Consentirebbe di dare alla nuova Regione il tempo necessario per trovare le soluzioni equilibrate al problema dell’abusivismo edilizio». Come giudica l’intervento della magistratura? «La Procura ha assunto un’iniziativa di contrasto reale del fenomeno, che però oggi per la sua dimensione è diventato un problema politico. Per questo motivo non può essere affidato esclusivamente alla giusta azione repressiva dei magistrati». Di chi è la colpa di tutto ciò? «Esistono responsabilità politiche dei sindaci e delle aziende di acqua, gas ed energia elettrica che, al momento dell’allacciamento delle utenze, avrebbero dovuto richiedere il certificato di conformità urbanistica. La stessa magistratura inquirente per troppi anni ha lasciato fare. Anch’io sono pronto a prendermi una piccola parte di colpe essendo stato a lungo un uomo di governo». Oggi come si risolve il problema? «Bisogna evitare “condonismi” e giustizialismi e ricercare punti di equilibrio tra le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica e quelle delle famiglie. Soluzioni difficili ma non impossibili. Come faranno le persone lasciate senza casa se si interviene con le ruspe a Giugliano, Ischia, Pianura? Qualunque ipotesi si proponesse oggi, tuttavia, verrebbe catturata dalla demagogia del clima elettorale». Da qui la sua proposta. «Rinviare le demolizioni significa mettere sulle spalle della politica l’onere di individuare, entro dodici mesi, una via d’uscita. Altrimenti i sindaci, nonostante le ordinanze, potrebbero decidere di acquisire al patrimonio pubblico tutti gli edifici non demoliti dopo novanta giorni». Questo escamotage è possibile? «Alcune sentenze della Cassazione vanno in questa direzione. E allora dinanzi a pastrocchi di questo tipo sarebbe saggia e intelligente un’iniziativa politica bipartisan legata a motivi di ordine pubblico oltre che di equità sociale». Perché quest’appello? «Io vivo a Roma, però sono stato un politico di questa città, in cui ritorno in queste occasioni per fornire un sostegno elettorale ad alcuni amici. Mi sono accorto del problema e sto cercando di fare la mia parte. Di fronte a questioni del genere la politica non può girarsi dall’altro lato ma deve riassumere il suo primato. D’altro canto è proprio questa la crisi più profonda e cioè lo sfarinamento della classe dirigente e la scomparsa dei partiti. Se poi qualcuno ha un’idea diversa e migliore io non mi offendo mica...»
Abusivismo: PD e PDL chiedano lo stop alle ruspe (di Gerardo Ausiello)
«Invito i candidati presidenti di Pdl e Pd a compiere un passo politico per chiedere alla Procura il rinvio di un anno dell’esecuzione delle ordinanze di demolizione». L’ex europarlamentare Paolo Cirino Pomicino irrompe in campagna elettorale e lancia un appello a Caldoro e De Luca. A cosa servirebbe la proroga? «Consentirebbe di dare alla nuova Regione il tempo necessario per trovare le soluzioni equilibrate al problema dell’abusivismo edilizio». Come giudica l’intervento della magistratura? «La Procura ha assunto un’iniziativa di contrasto reale del fenomeno, che però oggi per la sua dimensione è diventato un problema politico. Per questo motivo non può essere affidato esclusivamente alla giusta azione repressiva dei magistrati». Di chi è la colpa di tutto ciò? «Esistono responsabilità politiche dei sindaci e delle aziende di acqua, gas ed energia elettrica che, al momento dell’allacciamento delle utenze, avrebbero dovuto richiedere il certificato di conformità urbanistica. La stessa magistratura inquirente per troppi anni ha lasciato fare. Anch’io sono pronto a prendermi una piccola parte di colpe essendo stato a lungo un uomo di governo». Oggi come si risolve il problema? «Bisogna evitare “condonismi” e giustizialismi e ricercare punti di equilibrio tra le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica e quelle delle famiglie. Soluzioni difficili ma non impossibili. Come faranno le persone lasciate senza casa se si interviene con le ruspe a Giugliano, Ischia, Pianura? Qualunque ipotesi si proponesse oggi, tuttavia, verrebbe catturata dalla demagogia del clima elettorale». Da qui la sua proposta. «Rinviare le demolizioni significa mettere sulle spalle della politica l’onere di individuare, entro dodici mesi, una via d’uscita. Altrimenti i sindaci, nonostante le ordinanze, potrebbero decidere di acquisire al patrimonio pubblico tutti gli edifici non demoliti dopo novanta giorni». Questo escamotage è possibile? «Alcune sentenze della Cassazione vanno in questa direzione. E allora dinanzi a pastrocchi di questo tipo sarebbe saggia e intelligente un’iniziativa politica bipartisan legata a motivi di ordine pubblico oltre che di equità sociale». Perché quest’appello? «Io vivo a Roma, però sono stato un politico di questa città, in cui ritorno in queste occasioni per fornire un sostegno elettorale ad alcuni amici. Mi sono accorto del problema e sto cercando di fare la mia parte. Di fronte a questioni del genere la politica non può girarsi dall’altro lato ma deve riassumere il suo primato. D’altro canto è proprio questa la crisi più profonda e cioè lo sfarinamento della classe dirigente e la scomparsa dei partiti. Se poi qualcuno ha un’idea diversa e migliore io non mi offendo mica...»
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