sabato 18 febbraio 2012
IL PROFONDO LEGAME TRA ARTE E TERRITORIO
Si è solito
interpretare l’opera di Franzese in rapporto all’Elemento naturale vesuviano, alla
Materia, ad una spazialità in cui il paesaggio è un frammento, il territorio -
così come si è configurato – assente.
Vorrei soffermarmi
invece su un altro tipo di legame con il territorio, il territorio antropizzato
intendo.
Il territorio
antropizzato dell’entroterra vesuviano, che, ad una analisi più approfondita,
conserva elementi tipici che ancora lo caratterizzano, elementi che un certo
uso del territorio ha negato, nascosto, relegato, e che all’osservatore
frettoloso e distratto fanno sentire di essere in presenza di una dis-carica.
Ebbene è in questo
territorio che l’opera di Franzese raggiunge la sua dimensione più vera.
È di questo
territorio che la riflessione e l’indagine artistica evocano la complessità del
moderno e l’incedere del tempo, e i termini che ricorrono nella sua opera
testimoniano l’inquietudine di chi, con ogni artificio - dall’annullamento
della tela, alle cromie sempre uguali sempre diverse, dalle trasfigurazioni dei
paesaggi e degli scorci, alle esplosioni materiche, agli annullamenti dei
contorni figurativi - testimonia il desiderio di un territorio di tornare
autentico.
La pittura di Franzese,
come ogni vera arte, non è naturalistica, ma è allusiva e metaforica…
Allusiva in quanto coglie
– di questo territorio – significativi elementi
Metaforica poiché
tali elementi costituiscono il traslato di un altro più profondo significato.
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